DSA E BES



Centro Clinico sull’Apprendimento


DSA e BES

Concordiamo i percorsi di intervento con la famiglia e, pur seguendo criteri scientifici riconosciuti, adattando ogni percorso alle esigenze del bambino/ragazzo.
Si può porre una diagnosi di Disturbo Specifico di Apprendimento quando, a test standardizzati di lettura, scrittura e calcolo, il livello di una o più di queste tre competenze risulta di almeno due deviazioni standard inferiore ai risultati medi prevedibili, oppure l’età di lettura e/o di scrittura e/o di calcolo è inferiore di almeno due anni in rapporto all’età cronologica del soggetto, e/o all’età mentale, misurata con test psicometrici standardizzati, nonostante una adeguata scolarizzazione.
Tali disturbi (denominati dislessia, disortografia e disgrafia, discalculia) sono sottesi da specifiche disfunzioni neuropsicologiche, isolate o combinate.
Nel DSM IV (1) sono inquadrati nell’Asse I come Disturbi della Lettura, dell’Espressione Scritta e del Calcolo.
Nell’ICD-10 (117) vengono inseriti all’interno dei disturbi dello Sviluppo Psicologico con il termine di Disturbi Specifici delle Abilità Scolastiche (DS di Lettura, di Compitazione, delle Abilità Aritmetiche e DS misto).

Con la sigla BES si fa riferimento ai Bisogni Educativi Speciali portati da tutti quegli alunni che presentano difficoltà richiedenti interventi individualizzati non obbligatoriamente supportati da una diagnosi medica e/o psicologica, ma comunque riferiti a situazioni di difficoltà tali da far prefigurare un intervento mirato e personalizzato. Il panorama dei bisogni è molto ampio, non si riferisce solo a cause specifiche, la loro natura non è stabile nel tempo poiché possono venire meno o essere superati.
Si può trattare di svantaggio sociale e culturale, di disturbi specifici di apprendimento e/o di disturbi evolutivi specifici, di difficoltà derivanti dalla non conoscenza della cultura e della lingua italiana in bambini appartenenti a culture diverse. Le linee di intervento vengono declinate in ordine alle diverse tipologie. Gli alunni che mostrano di avere Bisogni Educativi Speciali sono quantificati intorno al 10‐15% del totale, mentre quelli in possesso di una certificazione, individuati storicamente come diversamente abili, da una tradizione pedagogica che ci ha caratterizzato nel mondo, il 2‐3%. L’insieme dei provvedimenti adottati chiarisce come la presa in carico dei BES debba essere al centro dell’attenzione e dello sforzo congiunto della scuola e della famiglia.



Ilaria Benedetti

coordinatrice del centro

Psicologa e psicoterapeuta, dal 2007 svolge attività di ricerca con la professoressa Caterina Cangià (Università Pontificia Salesiana e L.U.M.S.A.). Dal 2013 è Responsabile del “Centro di potenziamento educativo e cognitivo” convenzionato con il Polo Apprendimento (direzione scientifica: Daniela Lucangeli, Università di Padova; Elisabetta Genovese – Università di Modena e Reggio Emilia).

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